AFRICA TWIN
Honda AFRICA TWIN 750 1992
 Questa volta la moto…è del proprietario dell’officina!  :-)
La base di partenza è la gloriosa Honda AFRICA TWIN 750 del 1992, una moto ancora oggi apprezzatissima dai motociclisti che chiedono a gran voce una riedizione di questo modello.
 Questa moto comprata usata nel 2003, nonostante l’età , ha solo 60000 km circa (che per il tipo di moto è un kilometraggio bassissimo…arrivano senza problemi a circa 200.000 km) mi ha accompagnato alcuni viaggi che ho fatto…dalle strade dello Stelvio agli sterrati della Via del Sale.
Nel 2006, mi è sembrato doveroso portarla in Africa, un raid di oltre 2000 km fino al centro della Tunisia.
 Nonostante sia stata una grandissima soddisfazione, devo dire che le dune del deserto non sono propriamente l’habitat ideale per una moto di serie di oltre 230 kg a vuoto, che a causa della sua poca distanza da terra mi ha fatto insabbiare alcune volte.
 Da qui è partita l’idea di modificare la moto in alcuni particolari, senza stravolgere il motore, che come già detto è un portento di affidabilità .
 Vediamo le modifiche nel dettaglio:
 CARROZZERIA E SOVRASTRUTTURE:
La linea di circa 20 anni fa necessitava di una bella rinfrescata, e visti anche i progressi fatti dalle ultime moto che hanno corso le gare africane, la prima cosa sostituita è stato il cupolino, costruito in vetroresina prendendo spunto dalle filanti linee delle moto attuali.
Fissato al telaio con un telaietto autocostruito , viene sormontato da una piastra di alluminio che ingloba le spie necessarie, un tachimetro contakm digitale ed un termometro per la temperatura dell’acqua; indispensabile anche un interruttore (e relativa spia di funzionamento) che bypassa il termostato e fa funzionare l’elettroventola in modo manuale oltrechè automatico quando supera una certa temperatura.
Non manca ovviamente la chiave di accensione!!!!
 La parte posteriore, forse quella che più risentiva dell’età della moto, è stata ricostruita in vetroresina; al parafango viene applicato un portatarga a led (devo dire che il codone è stata la parte più difficile da costruire!!!!)
 TELAIO E SOSPENSIONI
 L’avantreno viene sostituito completamente con una poderosa forcella PAIOLI BLUE STEEL da 45 mm, completa di piastre; il cerchio viene sostituito con un cerchio completo ex cross, il doppio disco di serie viene sostituito da un disco singolo flottante da 260 mm servito da una accoppiata pinza/pompa NISSIN e completata da un tubo in treccia metallica.
Il manubrio di serie viene sostituito da un pregiatissimo RENTHAL FAT BAR oversize senza traversino, anodizzato nero.
Il pneumatico anteriore viene sostituito da un Michelin Comp 3 Omologato FIM nelle misure omologate, mentre al posteriore fa bella mostra di se un Micheln DESERT sempre delle misure omologate nel libretto della moto.
Una ritoccata al monoammortizzatore, insieme alla nuova forcella, hanno aumentato la luce a terra della moto.
Completano le modifiche alla ciclistica un parafango alto, indispensabile se ci si trova a percorrere sterrati fangosi (con quello basso il fango si ferma all’interno andando nei casi peggiori a bloccare la ruota) e le pedane poggiapiedi con una superficie raddoppiata, a tutto vantaggio del controllo del mezzo e della comodità .
 MOTORE
Il Motore è quello che ha subito le modifiche minori: anche se può sembrare poco importante, è stato modificato l’avvolgente paracoppa, eliminando le 2 parti laterali che sono sostituite da 2 leggere ma resistenti protezioni in carbonio autocostruite, che proteggono i punti più delicati.
Questa modifica, oltre ad abbassare il peso, è dovuta al fatto che in questa configurazione il motore raffredda meglio, risultando meno soffocato dalle protezioni avvolgenti originali.
Un altra modifica è stata la sostituzione del terminale di scarico originale con un più leggero e performante in carbonio.
 Con queste modifiche la moto pesa 190 kg con circa 4 litri di benzina, tenendo conto che:
LA VERSIONE ORIGINALE PESA OLTRE 220 KG A SECCO (ovvero senza benzina)
TUTTE LE MODIFICHE SONO REVERSIBILI (in ogni momento si può ritornare alla versione originale)
 MI SEMBRA PROPRIO UN BEL RISULTATO!!!!!
 In ultima analisi, mi è sembrato un giusto segno di riconoscenza verso Neveu, il compianto Lalay, Bacou e Morales, uomini che ci hanno fatto sognare il deserto negli anni mitici della PARIGI-DAKAR, adottare i colori della livrea ufficiale ROTHMANS.
Tutte la modifiche, dalle boccole ai pezzi in vetroresina e carbonio sono stati effettuati da MOTOLAB Sport,passion&research     INFO 010 83 80 806








gianni
31st dic, 09
bel risultato! La colorazione Rothmans e’ , per me , veramente fantastica. Bravi!!!
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